Inizia con questo articolo la mia nuova serie dedicata interamente alla comunicazione efficace.
Sottolineo efficace in quanto lo scopo principale del comunicare dovrà sempre essere quello di veicolare un’informazione in modo che l’ascoltatore comprenda bene il messaggio a lui inviato.

comunicazione efficace

La prima regola della comunicazione efficace è il famoso assioma: “Non si può non comunicare”.
Secondo questo principio della comunicazione tutti gli esseri umani comunicano anche quando non aprono bocca.

Faccio un esempio banale per far comprendere il punto.
Io sono seduto ad una panchina in un parco dove si potrebbero accomodare tranquillamente 3 persone.
Volontariamente mi sistemo al centro e magari appoggio qualcosa ai due lati.
Non ho pronunciato parola, ma ho comunicato ai passanti che non voglio che nessuno si sieda con me.
Altro esempio. Sono in treno e insieme a me ci sono altre persone. Prendo il mio cellulare, indosso le cuffie e ascolto musica.
Non ho aperto bocca neanche in questa situazione, ma ho comunicato il mio messaggio: non voglio essere disturbato.
Quindi anche il silenzio è una forma di comunicazione e volenti o nolenti la dobbiamo accettare come tale.

È importante evidenziare l’etimologia del termine comunicare per comprenderne meglio il funzionamento e lo scopo ed infatti è degno di nota che tale parola derivi dal latino communis ovvero mettere in comune, condividere.
Capisco bene quindi, che il mancato raggiungimento di una comunicazione efficace possa derivare dalla non volontà di trovare qualcosa che accomuni me e il mio interlocutore.

Soprattutto le relazioni interpersonali familiari o tra persone che si vogliono bene subiscono momenti di tensione proprio quando non viene soddisfatta questa necessità di comunione e comprensione.
Ecco perché tante volte il primo ambiente dove migliorare la nostra comunicazione rendendola efficace è proprio la nostra casa.

Comunicazione tra coniugi, tra figli e tra genitori e figli; quanta frustrazione si potrebbe evitare se si imparasse l’arte della comunicazione efficace.

comunicazione efficace familiare

Un altro fattore da sottolineare è la verità inconfutabile che il processo della comunicazione passi attraverso tre grossi sistemi.
Il primo riguarda la comunicazione verbale, quindi quello che si dice, le parole che si usano, il secondo è riferito alla comunicazione paraverbale, ovvero come lo si dice, con quale tono, volume, timbro, ed infine parliamo di comunicazione non verbale meglio conosciuta come linguaggio del corpo.

Rimarremo scioccati scoprendo che la comunicazione verbale incida solo per un 7%  a differenza del paraverbale e non verbale che occupano le restanti parti percentuali in un contesto comunicativo.
Nei prossimi articoli spiegherò nel dettaglio questi valori.
Termino questo mio primo capitolo ricordando due aspetti fondamentali:

  • Ogni essere umano comunica sempre, anche quando resta in silenzio;
  • Nella relazioni interpersonali, il linguaggio verbale non è la principale forma di comunicazione.

Vai al Capitolo 2: L’ascolto Attivo

 

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